Insegnanti liberi - L'informazione indipendente per il mondo della scuola - Per comprendere e difendere i propri diritti contrattuali
Esiste un’anomalia tutta italiana nel mondo dell'istruzione: una categoria professionale che, pur lamentando stipendi tra i più bassi d'Europa e un prestigio sociale ai minimi storici, continua a sabotare sé stessa. Parliamo degli insegnanti, o meglio, di quella fazione che ha trasformato la professione in una "missione" priva di confini contrattuali (...)
Il diritto dei docenti a fruire dei 6 giorni di ferie come permesso retribuito per motivi personali o familiari sembra essere diventato un terreno d'incertezza giuridica, dove l'esito dipende più dall'orientamento del singolo magistrato che da una norma interpretata univocamente. Recentemente, il Tribunale del Lavoro di Milano ha prodotto due decisioni di segno opposto che lasciano i lavoratori della scuola in uno stato di profonda confusione (...)
Licenziato e poi sospeso dopo essersi assentato - nell'esercizio di un suo diritto contrattuale acquisito - malgrado il Dirigente Scolastico gli avesse negato sei giorni di ferie da fruire come permesso retribuito. Ha inviato una lettera alle sigle sindacali firmatarie del CCNL Istruzione e Ricerca, che pubblichiamo: (...)
Dopo 30 anni dalla loro introduzione (1995), i permessi retribuiti per il personale docente continuano a essere ostacolati da Dirigenti Scolastici che sembrano dimenticare i diritti dei lavoratori. Mentre il web pullula di articoli e sentenze favorevoli ai docenti sull'argomento (...)
Classi smembrate e supplenti "spariti": la pratica selvaggia. Torna ad aggravarsi un fenomeno che credevamo appartenere al passato, ma che le croniche restrizioni di bilancio stanno rendendo la norma: lo smembramento delle classi in caso di assenza del docente titolare. Invece di nominare supplenti fin dal primo giorno, molti Dirigenti Scolastici scelgono la via più breve e rischiosa: dividere i gruppi di alunni e "parcheggiarli" in altre aule già sature (...)
In un sistema scolastico sempre più orientato verso una standardizzazione forzata e modelli didattici calati dall’alto, torna al centro del dibattito lo strumento dell’opzione di minoranza. Quella che per molti dirigenti scolastici è una "fastidiosa eccezione", per i docenti che rivendicano l'autonomia intellettuale sancita dall'Articolo 33 della Costituzione rappresenta l’unico strumento legale per non piegarsi a delibere di Collegio che ledono la propria libertà metodologica (...)
Il cellulare personale non è uno strumento di lavoro. La deriva dei Collegi Docenti "digitali" e delle email istituzionali con l'autenticazione a due fattori si sta diffondendo nelle scuole italiane. Sono pratiche che molti Dirigenti Scolastici danno ormai per scontate, ma che non hanno alcun fondamento normativo. Non esiste l'obbligo per i docenti di utilizzare il proprio smartphone personale per scopi di servizio (...)
Esiste l'obbligo per i Docenti di trovarsi in classe cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni, il mancato rispetto dell'orario di servizio costituisce violazione degli obblighi contrattuali. Quella che dovrebbe essere una misura per garantire l'accoglienza degli alunni a volte degenera, in molti istituti comprensivi, in pratiche che rasentano l'illegittimità, con Docenti della primaria trasformati in "sentinelle" ai cancelli d'ingresso (...)
Nella giungla burocratica della scuola italiana, dove il confine tra dovere contrattuale e "volontariato forzato" appare sempre più labile, è tempo di fare chiarezza. Per anni, i Dirigenti Scolastici hanno gestito gli istituti facendo leva sul senso di responsabilità dei Docenti, trasformando incarichi facoltativi in presunti obblighi di servizio. Ma il quadro normativo vigente parla chiaro: oltre l'insegnamento e le attività funzionali, non esiste obbligo senza consenso (...)
Il dibattito sull'assegnazione dei compiti per casa è uno dei temi caldi nel panorama scolastico italiano, specialmente ora che il benessere psicofisico degli studenti è tornato al centro delle priorità educative. Se per le classi a tempo normale la questione è annosa, per la scuola primaria a tempo pieno (40 ore settimanali) la pratica di assegnare compiti per il giorno successivo, per il fine settimana o addirittura per i giorni infrasettimanali solleva seri dubbi di legittimità normativa e pedagogica (...)
Il suono della campanella segna la fine delle lezioni, ma per molti Docenti l'orario di lavoro sembra non finire mai. Si ripresenta con frequenza quotidiana il problema dei genitori ritardatari, che si presentano ai cancelli della scuola con dieci, venti o anche trenta minuti di ritardo, dando per scontato che l'Insegnante dell'ultima ora resti a vigilare sul minore.
È tempo di fare chiarezza (...)
Ogni inizio di anno scolastico torna nelle segreterie e nei Collegi Docenti la pressione per l'organizzazione dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche. Tuttavia, la narrazione del "viaggio premio" o del "dovere morale" verso gli studenti non regge più davanti a una realtà normativa e contrattuale impietosa: l'accompagnamento degli alunni in viaggi di istruzione e uscite didattiche è un'attività totalmente facoltativa, priva di un reale riconoscimento economico e carica di rischi legali insostenibili (...)